Stile Double F

La giornata non era iniziata nel migliore dei modi: prima della partenza un imprevisto in ufficio ci aveva trattenuti più del dovuto, il libro contenente i nostri lavori stava per essere dimenticato. Emozionati e al tempo stesso ansiosi, eravamo consapevoli di intraprendere questa volta un viaggio di lavoro che avrebbe potuto finalmente ripagarci di tutti i nostri sacrifici.
Eravamo preparati ad affrontare quest’incontro. Avevamo le conoscenze, le competenze e l’esperienza giusta per organizzare il matrimonio-evento dell’anno. Avevamo sperato così tanto in questo incontro e ripensato ancora di più a come sarebbe stato, che adesso non sembrava vero fosse arrivato il momento di partire per scoprirlo.
Trascorremmo il tempo a pensare all’appuntamento che da lì’ a breve avrebbe avuto luogo, a ripassare i punti da trattare e a commentare divertiti le nostre “frasi ad effetto” – ancora ci chiediamo cosa avranno pensato le due persone che erano sedute in aereo accanto a noi -probabilmente che eravamo dei pazzi, o forse è a noi che piace l’idea di essere considerati un po’ folli. Un pizzico di follia, come la creatività è alla base del nostro lavoro altrimenti sarebbe uguale a qualsiasi altro.
Mentre eravamo tra le nuvole guardando dall’alto il magnifico paesaggio dal finestrino, iniziammo a ricordare i primi appuntamenti importanti, quando nel lontano 2009, armati di tanta buona volontà accompagnata da un po’ di ansia, andavamo in giro a vendere il nostro lavoro all’epoca ancora poco compreso e a farci conoscere.
Appena atterrati all’aeroporto di Milano Linate con le nostre ventiquattro ore, iniziammo a dirigerci verso l’uscita con passo veloce per prendere un taxi.

Una volta arrivati al nostro hotel lasciammo i bagagli e ci preparammo in meno 10 minuti:
il grande momento si avvicinava.
Come luogo dell’incontro scegliemmo la Terrazza Martini, ci piaceva stare lì ed immaginare la vita delle persone che attraversavano piazza del Duomo; aspettavamo i nostri ospiti con intrepida eccitazione e non smettevamo di guardare in direzione dell’ingresso.
D’improvviso vedemmo entrare un uomo alto e dal corpo proporzionato che, vestito di tutto punto, osservava la terrazza scrutando tra le persone e sembrava cercasse qualcuno.
Ad un tratto si soffermò su di noi, con passo felpato, “l’agente J” così ribattezzato da noi, si avvicinò, ci chiese se fossimo noi della Wedding Solution e al nostro cenno di assenso si presentò come il driver che ci avrebbe accompagnato al vero luogo dell’appuntamento.
Senza accorgercene, eravamo stati un po’ avventati nel proporre la Terrazza Martini come luogo d’incontro in cui parlare di una cosa ancora così tanto riservata e con persone tra l’altro esclusive.
Dopo la conoscenza dell’agente J eravamo ancora più emozionati e speravamo che l’ingenuità nella scelta della location non avesse inciso negativamente alla nostra immagine.
Dieci minuti dopo eravamo all’ingresso dell’elegante Hotel Parigi di Milano, una raffinata meraviglia per gli occhi. Il driver, trasformatosi improvvisamente in stewart, ci accompagnò nell’area bistrot lounge “Caffè Parigi” dell’hotel, un luogo dall’ambiente riservato che si presentava come la cornice perfetta per incontri formali ed appuntamenti di lavoro.
Ad attenderci al tavolino in fondo alla sala con vista sul giardino privato dell’hotel, seduta su di una poltroncina di cuoio, c’era la nostra cliente wedding planner milanese che, appena ci vide entrare, ci salutò accogliendoci con un gran sorriso e ci spiegò il motivo per il quale non era riuscita a contattarci per avvisarci del cambio di location. Erano trascorsi circa un paio di mesi dal nostro ultimo incontro. Aveva lunghi capelli castani raccolti in una treccia laterale, indossava un pantalone a palazzo color rosa cipria ed una camicia di sangallo bianca.

Ci accomodammo e mentre attendevamo con emozione l’arrivo della coppia iniziammo a parlare della visione comune di questo fantastico matrimonio e naturalmente “dell’agente J”.

Ad un tratto li vedemmo entrare, i nostri occhi non potevano crederci, le mani iniziarono a tremare ed un senso di panico sembrò pervaderci, anche se sembrerà strano, questa sensazione era al tempo stesso anche piacevole perché mista ad una grande voglia di metterci alla prova.

Entrarono in sala mano nella mano, sorridendo e scherzando tra loro.
Erano così semplici!.
Lei indossava semplici sneakers, un paio di jeans, una t-shirt bianca e una giacca di pelle nera ,lui un artistico ed affascinante bad-boy dai lineamenti marcati vestiva bermuda di jeans neri, t shirt bianca e un giubbotto modello baseball color giallo.
Insieme erano un mix di esclusiva e pregiata semplicità.
Ci alzammo in piedi appena li vedemmo entrare e loro si diressero a passo spedito verso di noi.

Eravamo emozionati, così tanto che per qualche secondo dimenticammo persino i nostri nomi.
Probabilmente intuirono il nostro imbarazzo iniziale, perché furono loro i primi a parlare rompendo così il ghiaccio.
Iniziammo a parlare dei progetti che avevamo seguito, sembravano interessati e trovammo anche alcuni aspetti in comune come la passione per il disegno ed i quadri, la fortuna ed il desiderio di viaggiare per lavoro traendone esperienze ed ispirazioni, ma ciò che più di tutto ci accomunò fu l’ambizione di guardare al di là degli schemi.

Dopo avergli raccontato di noi ed aver condiviso pensieri e passioni gli mostrammo il “The best of Wedding Solution”: il libro nel quale erano raccolti tutti gli eventi da noi realizzati.
Lo sfogliarono con attenzione, mentre voltavano le pagine li guardavamo con la stessa ansia con cui uno scrittore guarda il suo editore quell’istante prima che giudichi la bozza di un suo libro, ma allo stesso tempo eravamo fiduciosi di essere riusciti a trasmettergli anche solo un po’ del nostro entusiasmo e della nostra competenza.
Alla fine dell’incontro ci chiesero di poter ricevere un fascicolo dettagliato con alcuni progetti di allestimento su come immaginavamo il loro matrimonio, ci salutammo, loro riponendo grosse speranze e aspettative e noi entusiasti e carichi di intraprendere questa nuova sfida.

Ci dirigemmo all’aeroporto in direzione di Napoli, nonostante la giornata fosse stata particolarmente agitata, l’adrenalina era ancora in circolo e l’emozione per la progettazione degli allestimenti non ci fece avvertire la stanchezza così, trascorremmo il resto del viaggio ad esprimere idee e a buttare giù i primi schizzi.

L’indomani, in ufficio, di buon mattino, iniziammo a lavorare minuziosamente al progetto continuando ad interfacciarci con la wedding planner.
Questa volta dovevamo realizzare un wedding project per una coppia giovane, originale ed esclusiva. Decisi e determinati a rendere questo matrimonio autentico e particolare, proprio come i futuri sposi, ricercammo e ideammo delle Wedding Solutions innovative. Uno stile cucito ad hoc per gli sposi, che mixava in modo armonico tutte le sfumature che eravamo riusciti a cogliere della loro personalità così, ispirati dalle iniziali dei loro nomi, creammo il Double F style…

e che dovrai seguire anche tu, se vorrai un matrimonio originale ed esclusivo e se ritieni possibile l’incontro con clienti che hanno personalità simili.
Scopri anche tu come creare il tuo style leggendo Double F Wedding story.

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