SPOSI 2020: PENALIZZATI, INASCOLTATI, E CON I SOGNI INFRANTI.

È da circa un mese che invece di aiutare a realizzare i sogni dei miei sposi e clienti, piuttosto che indirizzarli in questo meraviglioso cammino e aiutarli a renderlo ancora più bello di quanto si aspettassero, sto infrangendo il loro sogno.

Sto infrangendo i sogni dei miei clienti perché con fare sicuro, ma voce tremante, gli sto dicendo: “Dovremmo rimandare al prossimo anno e fare in fretta prima che finiscano tutte le date disponibili”.

Gli sposi sono abbandonati ai loro sogni, all’incertezza, allo sconforto, al dubbio e alla tristezza.

“A dicembre 2020 sarà possibile sposarsi senza restrizioni, mascherina e distanze sociali?” ; “Da luglio 2020 ho spostato ad Ottobre 2020, ritieni che dovrei optare per il 2021 anch’io se desidero un matrimonio normale?”

Sono soltanto due delle innumerevoli e difficilissime domande che mi arrivano sui social e alle quali, purtroppo, non so ancora dare una risposta.

Gli sposi vogliono e devono sapere quanto potranno finalmente sposarsi SENZA RESTRIZIONI, SENZA DISTANZIAMENTI SOCIALI. Insomma, quanto potranno festeggiare di nuovo in modo normale ed avere la festa elegante e raffinata che hanno sempre sognato e l’abbraccio forte e commosso dei loro amici e familiari.

Ma come possiamo fare? Insieme possiamo avere delle risposte.

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Vorrei poter utilizzare delle parole nuove, non scontate, mai scritte, per poter descrivere il meraviglioso viaggio del matrimonio, mi rendo conto però di non esserne capace senza risultare ovvio e banale. Ma forse è proprio l’amore ad essere così: ovvio ma sempre insolito e straordinario anche se vengono utilizzate sempre le stesse parole, gli stessi gesti.

Ne ho visti tanti di matrimoni e realizzati personalmente altrettanti. Mi ricordo ogni particolare di ognuno di essi… dal più vecchio al più recente.

Ricordo l’alternarsi degli stili, dei temi e dei colori che, negli anni, hanno caratterizzato questo settore ed ogni matrimonio, ricordo tutte le coppie di sposi, i progetti, i particolari, i problem solving e le emozioni.

È l’imbrunire e ripesco questi ricordi dai cassetti della mia mente e li proietto dinanzi a me, mentre guardo il sole scomparire dietro le foglie dell’albero nel mio giardino. 

È una sensazione strana…come se piccoli importanti momenti di ognuno di essi fossero custoditi in delicate e preziose ampolle di vetro, impazienti di essere prese tra mani incerte e sognatrici ed essere osservate, come il trailer di un film. 

È un po’ come si fa con le Boule de Neige…anche se le abbiamo lì da anni, riposte come souvenir sullo scaffale del soggiorno, di tanto in tanto le riprendiamo tra le mani e ci divertiamo ad agitarle e ad ammirarle. Loro, in cambio, ci riportano alla mente flashback e ricordi di quel preciso momento o luogo felice.

Sono fermo, impotente, sul balconcino di casa. Tutto quello che posso fare è guardare il sole e sperare di poter creare e custodire altre ampolle di ricordi felici come quelli, nella mia mente. Ma ho paura che ciò adesso non possa accadere.

Così ho pensato di scrivere…c’è chi dice che mettere le proprie emozioni nero su bianco aiuti. Io spero davvero che funzioni.

Ho scritto di proposito, prima,  “il meraviglioso viaggio del matrimonio” perché, seppur non mi reputi un grande esploratore, ho fatto dei viaggi meravigliosi nella mia vita e ognuno di essi mi ha indubbiamente cambiato e arricchito, ma ce n’è uno in particolare che mi ha letteralmente stravolto ed è stato proprio il matrimonio.

Un salto nel vuoto, un turbinio di emozioni, un trampolino di lancio verso una felicità fatta di piccoli gesti quotidiani.

Lo ripeto sempre alle mie spose: “State intraprendendo uno dei viaggi più belli della vostra vita. Il mio compito è accompagnarvi per una parte di questo viaggio e di far in modo che sia come l’avete sempre voluto, immaginato e desiderato”.

Ricordo l’ultimo anno di fidanzamento con mia moglie e il giorno del mio matrimonio con estrema tenerezza: l’emozione, l’ansia, le aspettative di quel giorno, mia madre che mi stringe il braccio lungo la navata e mio padre che mi guarda emozionato; mia moglie che lentamente e di una bellezza eterea avanza verso di me;  l’entusiasmo dei nostri amici e i nostri progetti pronunciati mentre guardavamo le stelle sul terrazzo di casa sua. È stato come vivere in un film, uno di quelli racchiusi in una di quelle ampolle di vetro che di tanto in tanto rispolvero ed agito per ricordarmi quanto sono fortunato. All’epoca, senza accorgermene, realizzai un mio sogno.

Il matrimonio, oltre ad essere ancora tutt’oggi il viaggio ed il cammino più bello ed emozionante di tutta la mia vita (insieme alla nascita dei miei gemellini), è stato il periodo più bello e la svolta d’amore che aspettavo da tempo. Un sogno diventato realtà. Un’emozione grande, il raggiungimento di un traguardo, l’inizio di una nuova vita o il bellissimo prosieguo dell’altra….dipende dai punti di vista.

È bellissimo poter accompagnare i miei clienti e gli sposi nella realizzazione di questo sogno. Faccio mie tutte le loro emozioni, le ansie, le paure e le gioie.

Forse è anche per questo che ho scelto questo lavoro.

Purtroppo, però, è da circa un mese che invece di aiutare a realizzare i sogni dei miei sposi e clienti, piuttosto che indirizzarli in questo meraviglioso cammino e aiutarli a renderlo ancora più bello di quanto si aspettassero, sto infrangendo il loro sogno.

Sono arrabbiato e triste.

Sapete, ho lottato e sto lottando tantissimo, in prima persona e insieme ad altri operatori del settore professionisti, per far sì che il nostro settore e le nostre attività siano tutelate, riconosciute ed aiutate. 

Ma più sento i miei clienti, più ascolto gli sfoghi degli sposi e più mi domando: “E a loro chi li aiuta? Chi li rincuora?”

Sto infrangendo i sogni dei miei clienti perché con fare sicuro, ma voce tremante, gli sto dicendo: “Dovremmo rimandare al prossimo anno”.

E sono di nuovo triste perché non so cosa rispondere quando una sposa, in preda allo sconforto e alla tristezza più totale mi dice: “Io ci speravo, doveva essere il nostro meraviglioso anno. L’abbiamo pianificato per così tanto tempo e così bene”. Ma sono di nuovo anche arrabbiato, perché nessuna istituzione ci ha detto cosa e come fare, nessuno ci ha dato delle date, dei dati, delle procedure da seguire, NESSUNO. Noi operatori del settore, per mesi, abbiamo chiamato i nostri clienti e con coscienziosità abbiamo proposto di rimandare, di mesi e addirittura di un anno.

A loro discapito, a nostro discapito.

In dieci anni di attività, chiamare i miei clienti e dovergli dire: “Dobbiamo spostare, e fare in fretta perché c’è la possibilità di non avere più date nemmeno per il 2021” è stata la cosa più difficile e triste che io abbia dovuto fare dopo dover chiudere la mia attività.

E così è stato! Una corsa alla ricerca della data e all’incastro dei fornitori. Ci sono operatori del settore che dopo questa pandemia non sanno nemmeno se potranno o riusciranno ad aprire e molti sposi sono preoccupati di vedere andare in fumo i loro acconti o di doversi “accontentare” di date infrasettimanali e di operatori da loro non scelti come prima opzione.

Ho letto degli articoli in questi giorni dove, con numeri certi e percentuali esatte, si certifica di tutti i matrimoni cancellati o spostati. Dietro quei numeri, però, ci sono donne, uomini, fidanzati, compagni e innamorati che vedono il loro sogno lontano, se non infranto.

Molti di loro ancora non sanno cosa fare… non sanno come fare. E io mi chiedo: “Cosa avrei fatto io nei loro panni? Come mi sarei sentito?”

Sposi abbandonati ai loro sogni, all’incertezza, allo sconforto, al dubbio, alla tristezza.

In questo periodo sono nate tantissime iniziative, associazioni, ci si fa forza a vicenda e, tra società e colleghi, ci si unisce sotto un’unica casa.

Ma per gli sposi?

 “A dicembre 2020 sarà possibile sposarsi senza restrizioni, mascherina e distanze sociali?” ; “Da luglio 2020 ho spostato ad Ottobre 2020, ritieni che dovrei optare per il 2021 anch’io?”

Sono soltanto due delle innumerevoli e difficilissime domande che mi arrivano sui social e, alle quali, purtroppo non so dare risposta.

Ma io, tra l’altro, non sono che un singolo e flebile sussurro in un coro acuto e penetrante di voci.

Insieme, però, possiamo avere risposte. Gli sposi devono avere risposte. Non devono e non possono sentirsi abbandonati dalle istituzioni che continuano ad emettere decreti ed ordinanze senza dare, d’altro canto, alcun tipo di risposta esatta.

Gli sposi vogliono e devono sapere quanto potranno finalmente sposarsi SENZA RESTRIZIONI, SENZA DISTANZIAMENTI SOCIALI. Insomma, quanto potranno festeggiare di nuovo in modo normale ed avere la festa elegante e raffinata che hanno sempre sognato e l’abbraccio forte e commosso dei loro amici e familiari.

La mia voce o quella di una sola coppia di sposi si sente poco, ma insieme a tante altre può diventare un coro e far rumore.

 

Tra le tante petizioni sul mondo del wedding e per le associazioni e gli aiuti che stanno nascendo in questo periodo, dovremmo creare una nuova, per gli sposi, nella quale chiedere semplicemente di essere considerati come persone che vogliono coronare il loro sogno d’amore in piena normalità e non una percentuale sulla quale basare la perdita del business turism; una petizione nella quale chiedere, con chiarezza, quando e se si potranno celebrare matrimoni nella stagione autunnale /invernale 2020 e a quali condizioni.

Quale sposa è con me?!

1 commento
  1. Amalia
    Amalia dice:

    Sono pienamente d’accordo con tutto. Noi sposi dobbiamo essere tutelati, abbiamo bisogno di certezze per capire a cosa andiamo incontro, in modo tale da poter prendere una decisione accurata e definitiva su cosa fare se spostare il matrimonio direttamente all’anno prossimo o sperare invano si riuscire a realizzare il nostro sogno entro la fine dell’anno.

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