ECCO COME, A MIO PARERE, POTRANNO SALVARSI I MATRIMONI DEL 2020 : SARÁ FONDAMENTALE IL RUOLO DEL WEDDING PLANNER

Come si svolgeranno i matrimoni post-pandemia? Chi si accerterà che tutte le norme siano rispettate?

Ho sviluppato UN MIO PENSIERO e una mia idea riguardo quella che POTREBBE essere la giusta ripresa dei matrimoni e il corretto svolgimento di questi ultimi, un’idea che vede, appunto, centrale e fondamentale il ruolo del wedding planner!

Leggi l’articolo per saperne di più!

Se è vero che non tutti i mali vengono per nuocere, “grazie” a questa pandemia anche i più scettici riguardo la figura professionale del wedding planner ed il suo ingaggio, cambieranno idea.

I futuri sposi che hanno deciso di pianificare ed organizzare il loro matrimonio in “fai da te”, credo che andranno in contro a molti più imprevisti e rogne di quanto pensassero.

Cari futuri sposi, io non sono un wedding planner, quindi non fraintendete il mio articolo e in più non trovo nulla di male nel DIY Wedding… ognuno fa le proprie scelte ed è giusto che sia così e che queste vengano rispettate da tutti ma, se volete un consiglio da un professionista del settore, dovreste rivalutare l’idea di non ingaggiare un* wedding planner per l’organizzazione del vostro matrimonio!

Io sono sempre stato un eterno sognatore, un creativo di natura, non riesco a rassegnarmi all’idea di non poter svolgere il mio lavoro e di non poter aiutare i wedding planner miei clienti o gli altri operatori del settore, a realizzare dei sogni d’amore!

Sono convinto che grazie alla figura del wedding planner, oggi più importante e determinante che mai, si possa ritornare a celebrare i matrimoni e a realizzare dei sogni d’amore.

Non a caso ho sviluppato un mio pensiero e una mia idea per la ripartenza del nostro settore che vede, appunto, centrale e fondamentale la figura professionale del wedding planner!

Ci tengo a precisare che tutto questo, infatti, non è altro che un’idea, una proposta, che si potrebbe avanzare a chi di dovere perché anche noi possiamo ripartire…ma con responsabilità e precauzioni!

Ma cosa ho pensato? Perché adesso, più che mai, la figura del wedding planner potrebbe essere la svolta del nostro settore per ricominciare?

Innanzitutto voi sapete di cosa si occupa un Wedding Planner?! No, non è il/la confezionatore/trice di fiocchi e nastrini! Il Wedding Planner è quella figura professionale che ha il compito di gestire tutte le incombenze pratiche della coppia di sposi e di gestire, comunicare, coordinare ed interfacciarsi con tutte le altri parti operanti nel progetto del matrimonio. È anche colei/lui che, spesso, gestisce il budget degli sposi studiando per loro e secondo le loro esigenze, tutto il progetto del matrimonio.

Si, avete letto bene: GESTISCE TUTTE LE INCOMBENZE PRATICHE

E quale incombenza peggiore del Covid-19 una coppia di sposi è chiamata a fronteggiare in questo periodo?!

Nella giusta ripresa dei matrimoni e nel corretto svolgimento di questi, infatti, sia la figura del wedding planner che il Directory manager della location, sono le figure più importanti, gli attori principali di quel giorno, chiamati a garantire la corretta gestione e attuazione del protocollo sanitario che, ad un qualsiasi evento privato (e quindi anche un matrimonio),  dovrà mettersi in atto.

Da uomo sposato, che ha vissuto il proprio matrimonio da operatore del settore e quindi attivamente nella progettazione di quel giorno, mi domando come faranno le coppie di sposi che si troveranno a dover fronteggiare non solo a tutti i compiti e le pressioni che l’organizzazione di quel giorno già normalmente comporta, ma anche a dover districarsi tra documentazioni da richiedere, certificati da controllare, fornitori da gestire!

E questo è solo quello che bisognerà coordinare PRIMA che il matrimonio abbia luogo! E quel giorno cosa si farà? Chi si si accerterà che tutte le norme e le procedure siano state rispettate?!

Anche io, nel giorno del mio matrimonio, mi sono affidato all’aiuto e all’occhio esperto e vigile dei miei collaboratori e dei fornitori professionisti che hanno preso parte al matrimonio!

Soprattutto in un periodo post-lockdown e piena pandemia, è impossibile pensare di poter fare tutto da soli! L’aiuto di un vero professionista, una persona che conosce esattamente tutte le procedure di sanificazione che per quel giorno e in quel giorno dovranno aver luogo, è fondamentale.

Ovviamente, per svolgere questo tipo di lavoro che è sicuramente una rogna e un lavoro in più che (in tempi normali) un wedding planner professionista non dovrebbe svolgere, c’è bisogno che venga giustamente retribuito.

Oggi ho fatto un ragionamento dal quale è partita questa mia idea di ripartenza grazie al fondamentale ruolo del wedding planner….

In Italia, mediamente, all’organizzazione e alla partecipazione al matrimonio prendono parte circa 200 persone tra ospiti e personale tecnico.

Sicuramente tutti (locale, personale tecnico ed ospiti) dovranno rispondere ed attenersi ad una procedura sanitaria che sarà compito del wedding planner (coordinatore del matrimonio per eccellenza), una figura in questo contesto ancora più responsabilizzata e sovraccaricata di lavoro (che farebbe in ogni caso ma che in questo modo potrebbe essere ben retribuito) , ad osservarne la giusta e corretta attuazione.

Il Wedding planner, sarà quindi chiamato a:

  1. Richiedere un’autocertificazione ad ogni singolo ospite e operatore chiamato a partecipare all’evento. Molto probabilmente, questa autocertificazione sarà simile a quella prevista dall’arti.1, comma 1, lett. c) del D.P.C.C 8 marzo 2020, ossia un autocertificazione attraverso la quale, la persona, dichiara di essere sana e di non essere stato sottoposto, negli ultimi 30 giorni, a quarantena o di essere risultato positivo al virus Covid-19.
  1. Assicurarsi che tutti i partecipanti all’evento abbiano scaricato l’applicazione creata dalla task force del Governo per gestire correttamente la Fase 2 dell’emergenza Covid-19. Questo strumento servirà a controllare gli spostamenti dei cittadini in modo da poter risalire alle persone che si sono incontrate nel caso in cui si risulti contagiati dal Covid-19. Lo scopo è quindi quello di limitare il numero di contagi e tenere sotto controllo la successiva fase dell’emergenza anche durante la progettazione del matrimonio
  1. Verificare il corretto procedimento di sanificazione dei locali in cui si svolgeranno i vari momenti del matrimonio e chiedere, ai titolari e/o dirigenti, di fornire tutta la documentazione specifica che attesti ciò. 
  1. Gestire l’entrata in location attraverso il suo personale, il quale sarà addetto ad annotare tutti i dati delle persone che ad essa avranno accesso, misurando anche la temperatura corporea che dovrà essere inferiore ai 37.5° 
  1. Raccogliere tutta la documentazione richiesta come, appunto, autocertificazioni, documenti e permessi, in apposito registro da inviare alla prefettura di competenza.

A parte questo c’è anche una mia proposta:

  1. Si potrebbe ipotizzare di realizzare, per il personale addetto ai lavori, la stipula di una polizza assicurativa, a basso costo per i datori di lavoro, che tuteli i lavoratori e che possa prevedere l’indennità da ricovero, da convalescenza e assistenza post ricovero in caso di contagio da virus Covid-19.

Questi sono soltanto alcuni dei principali motivi per cui il ruolo del wedding planner, nei matrimoni 2020 e post-pandemia, sia estremamente importante sia per gli sposi, che per i loro ospiti che per noi operatori del settore chiamati a realizzare un sogno d’amore.

Ovviamente tutto questo è un lavoro non da poco e sicuramente un sovraccarico in più rispetto a ciò che nromalemente sono i compiti di un wedding planner e, per tanto, in quanto davvero importante se non fondamentale per lo svolgimento del matrimonio, da retribuire!

Ribadisco che questo è solo un mio pensiero ma penso che probabilmente, anche fra sei mesi questo potrebbe essere un metodo di lavoro post-pandemia.

Inoltre sono del parere che, grazie al lavoro di questa figura professionale, il nostro settore può non essere così penalizzato come purtroppo, invece, sta accadendo adesso!

In un matrimonio, nonostante siano chiamate ad intervenire a partecipare una gran mole di persone, quello che si genera non è un assembramento paragonabile a quello che può avvenire all’interno di un pub, un cinema, un teatro, ma così come al supermercato o alle poste.

Si parla sempre di 200 persone massimo, tra l’altro facilmente gestibili dal punto di vista dell’attuazione della procedura sanitaria.

Inoltre, all’organizzazione di un matrimonio, spesso ci si lavora per un intero anno (mini 5 / 6 mesi prima della data prevista) e, sia gli sposi, che il wedding planner, hanno tutto il tempo necessario per monitorare gli invitati e reperire le autocertificazioni

Sono dell’idea che se ripartono i lidi e la stagione balneare dove, anche con le dovute precauzioni, in spiaggia e in mare sono previsti degli assembramenti tra persone tra loro sconosciute e che tra l’altro, in quanto tali, è impossibile monitorare, è impensabile che non ripartano, nel rispetto delle norme di distanziamento e sanitarie, anche i  matrimoni!

Tu cosa ne pensi?

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5 commenti
  1. Veronica
    Veronica dice:

    Buonasera, mi permetto di scrivere non solo come futura (spero) sposa, ma come cittadina che vuole dare il suo contributo. Mi sono confronta con la mia wedding planner e credo che una soluzione per “tutelare” la fattibilità di un certo tipi eventi a svolgersi senza misure di distanziamento sociale (si pensi ad un matrimonio dove non si possono abbracciare i partenti porterà sicuramente gli sposi ad annullare o a rimandare) potrebbe essere quello di chiedere agli ospiti di fare tamponi/test sierologici i giorni prima dell’evento. I risultati di tali test, a carico ovviamente degli organizzatori, consentirebbero se negativi agli invitati di partecipare in modo sicuro e senza rischi dovuti all’assembramento. Sicuramente è una ipotesi che avrete già valutato, ma questo consentirebbe di ritagliarci degli spicchi di normalità in un clima che temo sarà incerto ancora per molto. In una fase in cui si valutino protocolli credo sia da valutare..

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  2. Donato
    Donato dice:

    Come li metteresti seduti ?
    Come immagini il normale flusso delle persone durante l aperitivo ?
    Buffet / bouvette

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  3. Lucia De Angelis
    Lucia De Angelis dice:

    Se le disposizioni vigenti a un mese prima del mio evento fossero queste, mi sposerei a porte chiuse e senza evento e farei la festa tra uno o due anni.
    A mio parere la figura del wedding planner é importantissima per molti sposi (da chi non se la sente di gestire tutto da solo, agli sposi con l’ansia, da chi é più inesperto a chi ha bisogno di essere guidato).
    Qui però si tratterebbe di chiedere esami e certificazioni ai partecipanti… Non mi sembra che questo crei un gran clima di festa (a prescindere da chi sia a richiederlo agli invitati) quindi penso che il wedding planner, in una situazione come quella sopra descritta, dovrebbe essere lui/lei stesso a consigliare agli sposi di posticipare il tutto.
    Ma grazie per il suo punto di vista!

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