Come sogno comanda – Un anno sabbatico per capire come far nascere il sogno

Paolo Borsellino una volta disse: “E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.”
Anche se non volevo ammetterlo, in quel periodo della mia vita in cui regnavano dispiacere e incertezza, io un po’ di paura l’avevo. Non sapevo il futuro cosa mi avrebbe riservato, cosa avrei fatto e soprattutto cosa sarei diventato.
Avevo paura è vero, ma non volevo che questa mi sopraffacesse. Nei momenti di riflessione notturna che, dall’adolescenza, ancora oggi sono solito ritagliarmi, mi stavo rendendo conto che quell’insoddisfazione personale e quell’insicurezza di Essere mi stavano divorando dall’interno.

Sono sempre stato un bambino e poi un ragazzo deciso, con le idee chiare e testardo che portava avanti la sua tesi fino al raggiungimento del suo obiettivo personale ed essere così insicuro, ora, mi faceva male. Non mi riconoscevo e non mi rivedevo in quella professione e in quella carica che ricoprivo e che di me, in realtà, aveva ben poco.
Così, in una di quelle notti, mentre ero affacciato alla finestra della mia cameretta aspettando l’alba, decisi che prima che fosse iniziato un nuovo giorno, avrei prima iniziato ad essere un nuovo ME. Mi ricordai in quel momento della citazione di Paulo Coelho: “Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.” anche io volevo correre il rischio, il rischio di sognare e di essere me stesso. Ricordo ancora con tenerezza quella notte in cui raccolsi tutto il coraggio che avevo dimenticato di possedere e decisi di cambiare me e la mia vita.
Ora che ci penso ne ebbi anche molto di coraggio. Decisi di lasciare il mondo della politica proprio nel momento in cui stavo iniziando a percepire un ottimo stipendio ma io volevo andare avanti, scoprire quella parte di me che era nascosta e sepolta sotto tanti dispiaceri ed imposizioni della società. Sapevo che in me c’era molto più di un geometra, di un architetto o di un politico perché c’era il vero Andrea: il creativo, folle, sognatore.

Di una cosa ero certo: non sarei stato alle dipendenze di nessuno.

Decisi così di prendermi un anno sabbatico per ascoltare me stesso, per mettere assieme tutte le idee, gli spunti, i segnali che avevo raccolto. Dovevo analizzare ciò che per me sarebbe stato il nuovo mercato.
Molti possono pensare che quell’anno io abbia oziato in realtà, è stato proprio quell’anno mi servì a collegare tutti i fili che avevo scoperto e a darmi l’idea e la motivazione giusta.
Dopo la delusione d’amore la mia forza più grande furono i miei amici. In quegli anni frequentavo un mio amico di paese che oggi è particolarmente famoso: Enzo Miccio, a cui va riconosciuto il grande merito di chi per primo ha “sdoganato” in Italia il mestiere del wedding planner avendolo importato dagli Stati Uniti. Infatti, per la prima volta il termine wedding planner approdò in Italia nel 2001 con il film successo negli Stati Uniti con il titolo “The wedding planner” con Jennifer Lopez e Matthew Mc Conaughey che, doppiato in italiano, non avendo una traduzione fedele che ne facesse capire il senso mutò in “Prima o poi mi sposo”. Quattro anni dopo l’uscita di quel film, era il 2005, Enzo Miccio iniziava a fare i primi passi con una trasmissione di successo “Wedding Planner” tutta dedicata a quel mondo e trasmessa da una nuova emittente “Real Time” lanciata in Italia proprio il 1 ottobre del 2005 sulla piattaforma sky Italia. Approdava così nel nostro pese, diventando popolare, questa nuova tendenza e una nuova figura professionale. Così, proprio nel corso di quell’anno sabbatico, decisi di osservarlo da vicino, tra Milano e Roma, dove si era spostato e di capire quali erano le necessità di quel mondo che mi affascinava così tanto dal punto di vista imprenditoriale.
Negli stessi mesi frequentavo Nando Moscariello, un altro mio grande amico d’infanzia. Avevamo fatto teatro insieme e sapevo che voleva lavorare in tv come produttore dove in effetti poi ha lavorato già dal 2008 ai massimi livelli nel gruppo Mediaset.
Di Nando ammiravo molte cose. Lo avevo conosciuto per i quartieri del nostro paese di provincia quando, ancora giovanissimo, avrebbe potuto restare lì dove era nato, in una famiglia perbene ed agiata, con una vocazione agli studi che avrebbe portato i suoi fratelli al conseguimento dei una laura di professioni ben avviate.
Nando invece era diverso, voleva seguire un sogno difficile: entrare nel mondo dello spettacolo. Lui, ebbe il coraggio di scommettere tutto, di usare la sua tenacia, di credere nelle sue capacità e a soli 18 anni di trasferirsi a Roma. Io lo vedevo muovere i suoi primi passi nel mondo della tv e osservavo l’organizzazione degli eventi che stavano dietro i suoi ed altri programmi televisivi.
Nando Moscariello assieme ad Enzo Miccio rappresentarono per me, due mondi, due idee che si potevano coniugare e che io solo avrei potuto farlo.

Iniziai io stesso ad entrare nell’organizzazione di questi grandi party e a capire come si gestivano dei dettagli. Dall’altro lato la nuova figura professionale di Enzo Miccio, che ideava e progettava l’intero matrimonio, mi suggeriva più di uno spunto, apriva davanti a me un mondo nuovo nel quale, quando si parlava di allestimenti, lui stesso andava alla disperata ricerca di artigiani, fabbri, falegnami etc…
Da buon osservatore, avevo capito dove stava il nuovo mercato seguendo ed osservando quel nuovo settore.
Sommai tre cose: Enzo che aveva importato un mestiere ma non aveva chi gli produceva realmente e materialmente le sue attrezzature; Nando Moscariello che faceva programmi televisivi a Roma e che prendeva commesse importanti per i grandi party dei post tv ma non aveva interlocutori affidabili e professionali; la lavanderia industriale che avevamo in famiglia dove ricevevano richieste specifiche che non potevamo accontentare.
Feci la somma di queste tre cose e arrivai, finalmente ad una conclusione straordinaria.

Hai già un’idea di quale esercizio creativo corrisponde a questo capitolo della mia vita?, Facile: RESTART.
Non perderti la spiegazione dell’esercizio creativo qui, sul mio canale youtube -> https://youtu.be/UEz3UCWv_U8. 😛
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