[COME SOGNO COMANDA] – MIA MOGLIE SUSY

Avere un familiare come cliente è svantaggioso?

La maggior parte dei nostri parenti, anche indirettamente, ci rende il lavoro più difficile.

Anche a me è capitato ed anche in una situazione in cui ero emotivamente coinvolto.

Ti voglio raccontare con chi ho avuto questo problema e di come l’ho risolto.


Ormai avrai capito che lavoro nel campo dei matrimoni e degli eventi e che amo il mio lavoro che svolgo con passione e precisione tanto che, dei 12000 eventi fatti in 7 sette anni, mai nessuno è andato come non previsto.

Anche io mi sono sposato, era il 23 luglio del 2013 e il PROBLEMA in quell’occasione è stata mia MOGLIE che è stata ed è ancora la MIA PEGGIOR CLIENTE.

Susy è di due anni più grande di me. E’ un’ostetrica che ha portato nella mia vita anche l‘amore per il suo lavoro che fa con gioia ed entusiasmo. Chi fa un lavoro delicato come il suo deve avere il doppio dell’entusiasmo e lei lo fa in questo modo.

Ci conoscemmo grazie ad amici in comune, tra i quali una sera, scattò tra me e lei una scintilla. Da lì ho iniziato a conoscerla e non me la sono fatta scappare.

Susy ha portato nella mia vita la sua precisione , il rigore e il senso dell’ordine, tutte cose che metto anche io accanto alla mia creatività. Pensandoci, forse differiamo solo per una cosa: l’approccio alla vita che nel mio caso è più del tipo “vivi e lascia vivere”! Il suo, invece, è quasi scientifico.

Ricordo ancora con tenerezza il giorno del mio matrimonio e il duro e lungo lavoro di progettazione che c’è stato dietro. Volevo che fosse un giorno indimenticabile per noi, per i nostri invitati e soprattutto per gli operatori del settore che mi circondavano e che avrebbero osservato con interesse quello che avrei realizzato.

Naturalmente il mio matrimonio è stata anche una forma pubblicitaria per me ma, non volendo creare spiacevoli inconvenienti, preoccupazioni o conflitti con i miei clienti, decisi di scegliere imprese, servizi e luoghi che non erano miei clienti e con i quali non avevo rapporti lavorativi.

Scegliemmo Villa Angelina come location perché mi permetteva di dare sfogo a tutti i miei allestimenti. Non a caso il giorno del mio matrimonio, trasformammo quel luogo bellissimo ben 3 volte, con 3 ambientazioni diverse.

La differenza tra me e lei fu proprio questa: Lei aveva un approccio al matrimonio di tipo più francescano e cioè quel giusto necessario che condivido anch’io ma, certamente, non avrei potuto far passare sotto gamba il mio matrimonio. Così iniziai a mettere in pratica già all’epoca quello che solo oggi ho coniato come metodo “NO COPY!”

Il mio matrimonio fu eccezionale e non lo dico per protagonismo ma perché naturalmente è stato per me un’emozione grandissima e anche una grande soddisfazione sia personale che lavorativa.

Il mio team ha svolto un lavoro impeccabile.

 I miei operai sapevano che cosa fare ne minimi dettagli poiché, non potendo farlo io come di solito il giorno dell’evento, mi adoperai per fare in modo che loro da soli potessero e sapessero coordinare tutti i momenti dell’evento. Un lavoro meticoloso fatto, giorni prima, con dettagliate simulazioni, sopralluoghi, appunti scritti, prove generali: tutte le maestranze dovevano sapere come e dove muoversi, cosa fare e quali dettagli curare.

Dovevo stare tranquillo quella giornata e questo poteva accadere solo se tutto era stato previsto nei minimi dettagli. Alla fine  è stato fantastico ed ha dimostrato, una volta in più, l’importanza di avere un’ottima squadra, di fare breefing prima dell’evento; di avere, nel progetto, ben chiari tutti i passaggi affinché tutti i componenti del team di lavoro possano lavorare con efficacia ed autonomia.

Un matrimonio è fatto di minimi dettagli e loro lo sapevano benissimo che i venti divani, dieci a destra e dieci a sinistra, dovevano essere perfettamente allineati sulla terrazza con a lenza perché questo è il mio modo di lavorare.

Centoventi furono gli invitati per la cena che poi arrivarono a circa duecentocinquanta quando abbiamo aperto la location, per il taglio della torta e la festa finale, al resto degli amici.

In un unico luogo, solo un meccanismo perfetto può consentire di cambiare ben tre volte atmosfera. Ma è stato bellissimo, Susy è rimasta particolarmente contenta così come i nostri ospiti.

Questo è stato possibile anche perchè ad un certo punto della progettazione, Susy si affidò completamente a me.

La conoscevo ormai da anni, sapevo come parlarle, quali erano le sue paure, le sue ansie e cosa invece desiderava. Avevo individuato già da tempo ormai la sua personalità che per gli allestimenti del nostro matrimonio non ho fatto altro che seguire e assecondare, valorizzandola. Questa è stata la soluzione al mio problema quel metodo che da lì in poi, indirettamente e direttamente ho iniziato ad utilizzare per la realizzazione degli allestimenti di ogni evento o matrimonio.

La mia arma vincente è stata quella.

Grazie al mio metodo e grazie alla mia dolce e affettuosa moglie che, da donna intelligente, si affidò completamente a me, il nostro matrimonio andò a meraviglia.


Vuoi saperne di più sul metodo? Scrivimi nei commenti cosa ne pensi!

Non dimenticarti di seguirmi anche sui social e sul mio canale youtube dove potrai trovare tantissime nozioni sul metodo e tanti esercizi sulla creatività.

😛 Attendo commentiiiii!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *