Come sogno comanda – Il miraggio della politica

Oggi mi vedresti come Cicerone nella sua toga rossa ai tempi della sua carriera politica? No?! Eppure, se non un membro del Senato come Cicerone ( in un tempo in cui si poteva davvero parlare di Senato), anche l’esperienza in politica non mi è mancata.

Alcuni amici e clienti spesso mi ripetono questo detto: “Si petrusinu ogni minestra” ovvero “sei dappertutto” ed effettivamente si, un po’ per volere, un po’ per il fato, nel mio curriculum posso vantare molte esperienze tra loro anche diametralmente opposte dalle quali però ho tratto spesso le stesse conclusioni o degli insegnamenti che mi hanno portato ad essere ciò che sono oggi.
Se ben ricordi, mio padre era il tipo che: prima il lavoro, poi il resto ed essendo anche io suo primo ed unico figlio maschio, aveva l’assillo di sistemarmi. Soprattutto ora che che, per come era finita l’impresa, era rimasto molto male anche lui. Mi diceva sempre: ” Finché ho una possibilità devo vedere come ti devi sistemare, che cosa devi fare, che strada devi prendere”. Nella sua testa già frullava l’idea di dovermi trovare un posto.

Stavo giusto accelerando i miei studi quando ebbe infatti l’idea di propormi un incarico in politica avuto grazie ad uno zio (mio compare di battesimo) che è in quell’ambiente ai massimi livelli. Mio padre aveva sempre queste sortite assai persuasive ed improvvise. Da questo punto di vista è sempre stato un creativo. Così nacque la mia esperienza nel mondo politico, con una raccomandazione politica. Del resto anche mio padre stesso è entrato a lavorare presso la Telecom grazie alla classica e diffusa raccomandazione, quindi lui veniva da quella scuola.
Quando finì l’esperienza con l’impresa edile avevo 23 anni e non ero pronto a capire davvero quale strada fosse quella giusta per me e in quale modo potevo agire. La grande lezione lezione che mi è venuta dall’ambito politico dentro al quale sono stato, ai massimi livelli, per diversi anni, fu come una scintilla che mi costrinse a cercare e a capire davvero quella che doveva essere la mia strada.
Per tre anni ho fatto il portaborse di un noto politico che era anche il capogruppo di un partito nel consiglio provinciale di quella che allora era ancora l’Ente Provincia di Napoli. Fui assegnato, con un incarico di partito grazie alla conoscenza politica, presso l’Ufficio Patrocinii e Contributi dello stesso Ente. Arrivavano in questo ufficio le richieste di tutti i gruppi politici, di associazioni e tanto altro.
In quel periodo, ricordo, ero fidanzato con una ragazza che avevo conosciuto un po’ nel clima delle origini essendo un’amica di famiglia. In lei avevo visto tutto quello che cercavo in una fidanzata ma ancora di più in una compagna di vita. Con lei avevo trascorso gran parte della mia infanzia ma mai un giorno, avrei pensato di innamorarmi improvvisamente di lei, l’amavo anche tanto. Ci fidanzammo persino con tutta l’ufficialità che i tempi richiedevano.
Trascorsero due anni, avevo 25 anni e lei invece ne era di due più grande di me e già impegnata con la sua professione. Era una bella ragazza, con una sua professione che amava ed una buona dipendenza economica. Quasi sembrava strano stesse con uno come me, un giovanotto che in quel momento non aveva uno stipendio ma soprattutto, non aveva idea di quale sarebbe potuto essere il suo futuro lavorativo. Essendo lei ventisettenne ed indipendente, premeva per sposarsi ma io non avevo le condizioni economiche. Così lei mi salutò decidendo di lasciarmi. Quando le chiesi di darmi un anno in più per poterci sposare, lei non si ravvide di un palmo. Mi lasciò senza nessun appello.

Credo sia stata la più grande delusione d’amore che io abbia mai vissuto.
Riesci ad immaginare quando poteva essere frustante e poco dignitoso per me lavorare no stop senza percepire alcuno stipendio? Nonostante tutti i miei sforzi per accaparrarmi quei pochi spiccioli per portarla a cena e per essere un po’ indipendente e poi non poter dire di sì a quella proposta e a quella donna che all’epoca amavo ed anche tanto? Stavo così male nel sapere di non poter fare nulla. E pensare che facevamo vita da fidanzati con tante cose in comune. Erano tempi quelli, in cui mi sentivo davvero un fallito. Ricordo ancora con tenerezza il tempo di quella delusione d’amore, quando mio padre, pur di vedermi felice mi disse :“Non preoccuparti, sposati che ti do io uno stipendio”. Ma io non potevo e non volevo accettare per dignità, anche se desideravo con tutto me stesso di sposarmi con quella donna. Apprezzai la premura di mio padre che sempre l’ha contraddistinto ma non potevo accettare: dovevo realizzarmi con le mie forze, dovevo trovare la mia strada. Decisi di lasciare quel lavoro precario in politica. Ero arrivato al 2006 e nell’ufficio di promozione turistica avevo avuto la possibilità di conoscere imprese ed imprenditori italiani, molto noti, che erano arrivati in Campania in nome del buon cibo.
Fu così che venni a contatto con un’icona del genio italiano che ha messo in piedi più imprese e creato dal nulla anche brand di grande valore. Nella sua azienda, in un luogo ben lontano e diverso da Napoli, potetti per un anno mettere insieme altri puzzle per capire cosa avrei voluto fare nella vita. Creai un ponte tra la Campania e gli altri posti d’Italia dove l’amico imprenditore ed imprese che sono nel campo del cibo di qualità. In quei mesi inventai e misi in piedi un premio enogastronomico nazionale che chiamai “il Piennolo d’oro”. In quel progetto volevo esaltare l’incontro tra il piennolo del Vesuvio e la pasta di Gragnano.

Tutto quello che in pratica vediamo oggi in tv, io lo facevo già nel 2006. A questo premio partecipavano circa 100 chef da tutta Italia dove c’era una giuria di qualità composta da chef stellati, giornalisti importanti e dove, nelle cucine, c’era la Federazione Italiana Cuochi che cronometrava e controllava che ogni concorrente rispettasse i tempi stabiliti e le regole.
Alla fine gli chef dovevano raccontare i loro piatti alla giura: una giuria tecnica e una popolare. Fu l’unica volta in cui anche io, per questo progetto, potetti accedere ad un finanziamento preso dalla Provincia di Napoli. A questo, susseguì il premio “Etichetta brillante” dove venivano premiati i produttori di vini e il designer della propria etichetta. Questo nel 2006 nella sede del pastificio Afeltra di Gragnano. Anche lì ad anticipare tendenze che poi si sarebbero affermate: era il segnale che la mia creatività si era messa in moto.
Nonostante il successo ed il lavoro avuto con il mondo dell’enogastronomia, non era il mondo di cui volevo occuparmi. Mi sentivo sprecato nell’occuparmi di cose che non erano le mie passioni. Avevo fiutato però quale settore d’impresa doveva essere il mio e su quali direzioni mi dovevo muovere. Avevo percepito cose che gli altri non capivano ancora e non percepivano. Avevo notato, per esempio, le chiamate con le richieste alle segretarie dell’azienda di lavanderia che mi avevano illuminato: ci chiedevano cose che nell’azienda della lavanderia non avevamo. Avevamo solo il tovagliato e nemmeno molto. I clienti storici della lavanderia iniziavano ad avere delle necessità che noi non potevamo soddisfare. Era un campanello d’allarme ed un invito. Decisi di prendermi un momento di riflessione. Io non volevo essere un consulente e soprattutto non volevo essere un dipendente: volevo creare qualcosa di mio. Volevo dedicarmi alla realizzazione di una mia idea imprenditoriale. Così l’unica cosa che decisi di usare a mio vantaggio fu un anno sabbatico per organizzare al meglio possibile quello che sarebbe stato e che è oggi il mio lavoro.
Avevo 29 anni quando ho terminato la mia esperienza nel mondo politico. Questa volta ero maturo al punto giusto e cosciente rispetto a quello che doveva essere il mio mondo. Ora sapevo quale era la mia strada.
Non avevo mai pensato di trovare nella politica la soluzione anche quando iniziavo a percepire uno stipendio dalla Provincia. Non era quello che mi gratificava…io cercavo altro, cercavo creatività ed emozione.

Hai già un’idea di quale esercizio creativo corrisponde a questo capitolo della mia vita?, Facile: CAMBIA PROSPETTIVA.
Presto sul mio canale youtube. 😛
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