[COME SOGNO COMANDA]- IL BAMBINO CHE C’E’ IN ME, IL BAMBINO CHE C’E’ IN TE.

Adulto monotono, noioso e stressato, questo testo è per te.

    Ragionare come un adulto ti aiuta?

      Un adulto su 10 crescendo perde la curiosità, la meraviglia e l’ innovazione di un bambino.

Esiste un metodo che indica come metterti in contatto con il bambino che è in te e come avere maggior successo.

Voglio svelarti il mio segreto più importante.

I bambini sognano anche quando non sognano!.

I bambini infatti hanno un rapporto speciale con il sogno, così naturale che si mescola alla realtà.

I così detti: sogni ad occhi aperti.

In quei mondi fantastici giocano, corrono, hanno legami, hanno visioni, hanno persino la vita del loro mondo reale.

Mi affascina non poco pensare che all’immagine del bambino si leghi l’immagine del sogno e viceversa come fossero il connubio di un unico concetto.

Una nota psicoterapeuta scrive: ” I sogni dei bambini iniziano nella pancia della mamma”. Un recente studio condotto dai ricercatori della Harvard Medical School avrebbe rivelato, infatti, che il feto mostra una certa attività onirica già all’ottava settimana di gestazione, un’attività che avviene per lo più in fase rem.

 I primi sogni avvengono quando si inizia a sviluppare il sistema di attivazione oculare.

Se ci pensi è incredibile ed un dato molto interessante e delicato dal momento che l’esistenza del sogno implicherebbe l’esistenza di una coscienza e dell’immaginazione nei feti.

Crescendo, si pensa che non possono esserci limiti all’immaginazione, al sogno, alla meraviglia ed effettivamente dovrebbe essere così ma invece No. Noi, crescendo, smettiamo di sognare e di immaginare.

Simona Baiocco, psicologa psicoterapeuta, non ha dubbi: “Nel diventare adulti spesso dimentichiamo che dentro di noi alberga sempre il bambino che siamo stati; nonostante a volte lo trascuriamo e non ne teniamo conto, quel bambino rimane lì a ricordarci i nostri bisogni più intimi”.

I bambini sono eccezionali. Solo sognando ed immaginando, trovano soluzioni geniali e a volte anche banali ai nostri problemi.

IL TUO ERRORE PIU’ GRANDE, INFATTI, E’ PROPRIO QUELLO DI NON RICONOSCERE IL BAMBINO CHE E’ IN TE.

La chiave del mio successo è stata riconoscere e mettermi in contatto con la parte del bambino che era in me e ascoltarlo. Ascoltare le sue preoccupazioni, le sue idee, i suoi sogni, vedere con i suoi occhi un mondo fantastico ed infine aiutarlo a far diventare tutto questo realtà proteggendolo sempre.

Tutti noi abbiamo bisogno di prendere contatto con il bambino che è in noi facendo cose con lo spirito di un bambino, divertendoci esattamente come quando eravamo bambini perché essere adulti non significa reprimere i bisogni di quel bambino dentro di noi per assumere un atteggiamento di adulto assennato; piuttosto significa mantenere vivo quel bambino che siamo stati e che continua a stare dentro di noi, interagendo con lui da adulti capaci di prendersene cura.

Viene allora da chiedersi come mai a volte da adulti risulti così difficile vivere in piena libertà la “parte bambina” di noi stessi? Perché ci convinciamo che essere adulti significhi diventare seri e rigidi, non più inclini alla goliardia?

Perché pensiamo che dare spazio al bambino che è in noi significhi essere infantili, incapaci di assumersi le proprie responsabilità.

Questo può essere vero se una persona utilizza nel suo modo di essere solo la sua “parte bambina” non facendola interagire con l’adulto che è diventato.

Diventare adulti responsabili mantenendo viva la nostra “parte bambina” è possibile solo se accettiamo di poter conoscere il bambino che siamo stati in tutti i suoi molteplici aspetti (positivi e negativi), in tutte le sue mille sfaccettature emotive (di gioia e di dolore) e di prendercene cura come farebbe il genitore più amorevole verso il proprio figlio prediletto.

Io sono riuscito a riscoprire la parte del bambino che era dentro di me e dandogli ascolto ho scoperto di:

  • Sviluppare una maggiore creatività
  • Trovare più soluzioni semplici ai miei problemi
  • Ed ho iniziato a guardare i problemi da un’altra prospettiva

Tutto questo mi ha aiutato ad avere successo.

Lo cerco spesso il bambino che è in me e non riuscendo a trovare un luogo, un posto, un’ora del giorno dove incontrarlo senza impedimenti, mi capita spesso di farlo la notte.

Mi sveglio tutte le notti alle quattro e resto a letto ad occhi aperti immaginando il mio futuro come se fossi un bambino di cinque anni. E’ come fosse un appuntamento fisso. Resto a sognare sveglio per poi riaddormentarmi tra le cinque e le sei fin a quando mi alzo dal letto per iniziare la giornata.

I miei sogni ad occhi aperti sono quelli fatti tra le quattro e le cinque del mattino ma soprattutto i miei due piccoli gemellini, un maschio di nome Loris e una femminuccia di nome Maryam.

Con loro ho scoperto un lato di me che non conoscevo e che mi porta ancora una volta a sentirmi vicino al bambino che è in me.

Io credo che essere imprenditori significhi anche avere il giusto tempo per dedicarsi ai propri affetti più cari. Dedicare del tempo a te stesso. Nutrire quella parte bambina che è in noi cercando i bambini che sono nella tua vita.

Stare con i miei gemellini mi riempie di gioia e mi fa sentire ancora di più la parte del bambino che è in me.

Purtroppo il lavoro vuole sacrifici e il più grande sacrificio è stare lontano spesso da mia moglie e dai miei due gemellini. Questa è la cosa che mi dispiace di più è il prezzo più alto da pagare.

Così la sera quando torno a casa, appena dopo aver vissuto assieme a mia moglie Susy il momento della cena, devo far in modo di portare i miei gemellini, sul nostro lettone con me per giocare insieme.

In quei giochi mi riscopro bambino e non ti nascondo che spesso mi liberano la mente e riescono a farmi trovare una soluzione ad un problema che prima sembrava insormontabile.

FAI ANCHE TU IL PRIMO PASSO VERSO IL TUO SUCCESSO, RISCOPRI IL BAMBINO CHE E’ IN TE.

Vuoi scoprire quali esercizi dovrai fare per riscoprire il bambino che è in te? Richiedi una mia consulenza GRATUITA alla mail: info@weddingsolution.it 

Intanto scopri il primo esercizio creativo correlato a questo testo sul mio canale youtube: https://www.youtube.com/watch?v=KIRlu916cLU

Sogniamo insieme!

 

2 commenti
  1. Cinzia Crispino
    Cinzia Crispino dice:

    “Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé.” (Pablo Neruda)
    Complimenti gran Giocherellone…riesci sempre a far riflettere chi ti legge o ti ascolta 🙂

    Rispondi
  2. Pasquale Sostini
    Pasquale Sostini dice:

    Complimenti , interessantissimo testo, trovo in esso molte cose in comune.. purtroppo in questa societa stressata si dedica sempre meno tempo ai sogni creativi perche da sempre mentre cresci tutti ti dicono “smetti di giocare cresci un po” poi ti accorgi che grazie all’esser rimasto Peter ha fatto la differenza.

    Rispondi

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