[COME SOGNO COMANDA] – ELOGIO DEL CAMBIAMENTO

E tu sei per il cambiamento?

Alcune persone pensano che sia necessario cambiare continuamente, altre pensano che sia meglio non farlo e altre ancora sentono che è impossibile cambiare.

In un’epoca di cambiamento costante, questo resta un tema che preoccupa e spaventa la maggior parte delle persone.

Io ho una mia idea ben precisa di come affrontare il cambiamento e te ne parlerò in questo post.


Ti sei mai sentito come se il mondo andasse avanti e tu restassi indietro?

Hai mai provato la strana sensazione di sentirti come intrappolato in un vortice senza fine e che sia la stessa tua routine a provocarlo? 

Ti sei sentito/a vuoto/a, senza stimoli, senza ispirazioni e motivazioni?

Se ti senti o ti sei sentito esattamente così, sappi che non hai accettato il cambiamento e che quest’ultimo ha avuto la meglio su di te, travolgendoti, ma puoi ancora uscirne!

Senza dubbio il cambiamento è un tema che preoccupa e spaventa la maggior parte delle persone nelle diverse fasi della loro vita.

Anche a me spaventava, fin quando non ho fatto del cambiamento la mia forza. 

E’ inutile avere paura del cambiamento e spaventarsi di fronte ad una scelta o un avvenimento che ci cambierà ( noi e la nostra vita) drasticamente. Diceva Ben Herbster: “Il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare”. Questa è la frase che mi ha ispirato.

Ci sono stati tanti cambiamenti nella mia vita. Ho cambiato idee, aspirazioni e lavori anche se I SOGNI NO, quelli sono stati sempre ben chiari. Diciamo che sono state diverse, a volte per scelta altre volte obbligate, le strade che ho dovuto seguire per raggiungerli.

Proprio come quando ho lasciato, non per scelta mia ma forse perché era destino che accadesse, la vita da geometra per quella politica. E quando ancora decisi che la vita politica non faceva per me perché volevo realizzare il mio sogno.

Molti in quell’occasione mi hanno dato del pazzo, avevo uno stipendio fisso di 2000 euro al mese, senza fare nulla tra l’altro, che lasciai per cosa? Per un sogno, un ideale che forse non sarebbe andato a buon fine.

Ma io vi ho creduto, ci ho creduto così tanto forse da farlo avverare anche se non mi piace dare il merito della riuscita del mio sogno solo alla mia caparbietà e ostinazione perché penso che un ruolo importante abbia giocato anche il mio occhio lungo che già all’epoca guardava al cambiamento.

D’altronde ogni idea ha in sé il seme della trasformazione e dell’evoluzione; ogni cambiamento mette la parola fine ad un qualcosa che non era utile continuare, che non era meglio per noi e origina una nuova situazione, un nuovo inizio che ha una sua ragion d’essere, una rinascita prima interiore e poi di riflesso tutt’intorno.

Ogni uomo dovrebbe essere l’artefice del suo cambiamento, l’innesco della sua evoluzione, e parte attiva nella propria trasformazione, avendo il coraggio di muovere i passi verso un sé migliore, verso un futuro di collaborazione con l’universo e gli altri.

Sulla base di questo concetto l’individuo non può subire senza provocare tale trasformazione: chi subisce infatti tale sconvolgimento non è stato in grado di guardare sé stesso e la propria vita con lucidità e consapevolezza perché, se l’avesse fatto, non si “sarebbe trovato dentro”, il cambiamento ma ne sarebbe stato l’ideatore. L’uomo attraverso un continuo bilancio interiore, un dialogo franco tra sé e sé può monitorare il proprio essere e la propria vita, apportando le migliorie necessarie per raggiungere lo stato di benessere e serenità che tanto cerca.

Si cambia per diventare migliori, per migliorare qualche risultato, per consolidare le proprie conoscenze o, anche, per non perdere il vantaggio accumulato. Come dire, si cambia anche quando si evince perché cambia il mondo, il mercato, lo scenario che abbiamo avanti.

E noi dobbiamo accettare il cambiamento.

Tu, devi accettarlo a braccia aperte.

Non dobbiamo lasciare che il cambiamento ci distrugga e ci obblighi ad un duro faccia a faccia con noi stessi e ai mea culpa del giorno dopo, forse è il caso di diventare gli artefici di un futuro dove siamo il cambiamento che vogliamo. Dove diciamo NO ALL’INSODDISFAZIONE; dove non aspettiamo che un’altra persona inneschi il tutto perché noi da codardi possiamo fare finta di essere l’agnello condotto al macello.

Ognuno di noi ha il SACRO E SANTO DOVERE DI ESSERE L’ORIGINE DELLA PROPRIA EVOLUZIONE, perché “l’uomo che non muta mai la sua opinione è come acqua stagnante e alleva rettili nella mente” (Marion Woodman).

Il cambiamento ha bisogno di freschezza, analisi, tanta energia e ancor di più umiltà nell’apprendere, nel lasciarsi insegnare, guidare consigliare e perché no anche sorreggere qualora ce ne fosse il bisogno, riconoscendo i propri limiti e le proprie difficoltà, apprendendo da tutto e da tutti indistintamente senza erigerci a emblemi sapienti o a considerarci perfetti. Perché chi si mette in alto senza fondamenta al primo venticello primaverile cadrà e più in alto si era messo più rovinosa sarà la caduta.

Per avere accogliere nel migliore dei modi il cambiamenti e per essere preparati ed ottimisti nel farlo, alcuni fattori importanti sono stati per me utili, quali:

  • Sviluppare un atteggiamento positivo riguardo ai cambiamenti in generale, oltre a quelli che mi colpiscono personalmente.
  • Cercare di anticipare i buoni risultati del futuro. Dato che non è possibile fermare il cambiamento – e se ci proviamo ne veniamo travolti- ho scoperto che la cosa migliore da fare è accettarlo e seguire la corrente.
  • Essere positivi ci aiuta a stare a galla e a cavalcare le onde del cambiamento che altrimenti ci farebbero affondare.

 

Se possiamo concentrarci sugli aspetti positivi del cambiamento e vedere tutte le sfide, emotive, fisiche e spirituali spesso, come mezzi necessari per arrivare a destinazione, possiamo goderci il viaggio senza problemi. La vita è un percorso e il cambiamento, anche quando è grande, fa parte dell’equazione.

L’anno 2017 e l’inizio del 2018 sarà ricordato da me, da mia sorella Amelia e da tutto coloro che lavorano all’interno della nostra azienda, come l’anno dell’uscita del mio libro personale “Come sogno comanda” e il libro sulla creatività “Allena la tua creatività sparando minchiate”, soprattutto come un anno importante vocato per intero al cambiamento. Poiché quello che sta per arrivare ha il compito di raccogliere tutti i migliori risultati fin’ora raggiunti per farci aprire ad altri entusiasmanti traguardi come nello spirito di ogni più nobile impresa.

“Sii il cambiamento che vuoi realizzare nel mondo”.

E tu hai spesso accettato il cambiamento o l’hai respinto? Raccontami le tue esperienze.

Aspetto un tuo commento! 🙂

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